L’intervento legislativo effettuato con la legge n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29/12/2017 comporta degli significative novità per il mondo delle Cooperative, modificando profondamente il sistema di governance e le norme che regolano il prestito sociale degli Enti Cooperativi.

Con l’aggiunta di un nuovo comma all’art. 2542 del Codice Civile, viene stabilito che la gestione amministrativa delle Società cooperative non potrà essere affidata ad un unico soggetto. Testualmente, l’art. 1, comma 936 lett. b) della sopra menzionata Legge di Bilancio recita: “all’articolo 2542 del codice civile, dopo il primo comma  è inserito il seguente: «L’amministrazione  della  società  è affidata  ad   un   organo collegiale formato da almeno tre soggetti. Alle cooperative di cui all’articolo 2519, secondo comma, si applica la disposizione prevista dall’articolo 2383, secondo comma.”

Si ritiene che tale previsione lasci spazio a pochi dubbi interpretativi, considerato inoltre il tono letterale della norma, e sancisca in via definitiva la scomparsa della figura dell’amministratore unico come legittima alternativa al sistema di amministrazione pluripersonale per le società cooperative. La disposizione integrativa all’art. 2542 del Codice Civile sembra non consentire di derogare a tale obbligo, a prescindere dal sistema di governance adottato dall’ente cooperativo (consiglio di amministrazione nel sistema tradizionale) e riguarda sia le Società cooperative che aderiscono alle norme sulle Spa che le Società cooperative che aderiscono al regime delle Srl. Neppure è presente un esplicito rinvio ad eventuali disposizioni transitorie, che va quindi aprioristicamente escluso, con la conseguenza che mentre nessun problema si porrebbe per le nuove costituzioni, per le cooperative in cui l’organo incaricato degli atti di gestione sia un soggetto unico oppure due amministratori  è dunque necessario convocare tempestivamente l’assemblea per deliberare la nomina del CdA, che potrà restare in carica per non più di tre esercizi rinnovabili al termine dell’incarico, nonché l’eventuale modifica statutaria. L’intento del legislatorre  appare come un intervento restrittivo volto all’inasprimento e al contrasto alle cooperative irregolari (e false cooperative). Invero, l’amministratore unico ha rivestito, fino ad oggi ed in più occasioni, la figura del rappresentante ed esecutore delle decisioni assembleari assunte soltanto fittiziamente con la necessaria democraticità, ciò dovuto all’ampia libertà concessa all’amministratore nel compiere gli atti di gestione in completa autonomia e all’insaputa dei soci, abusando spesso della propria posizione. A tal proposito, il legislatore ha ritenuto di intervenire cercando, con le modifiche al Codice Civile, di tutelare maggiormente la democraticità delle decisioni prese in ambito amministrativo, cercando inoltre di limitare comportamenti illegittimi o non garanti del principio mutualistico. Il sistema di amministrazione collegiale consente infatti, da un lato, di favorire la partecipazione di molteplici soci ai processi decisionali, dall’altro di fortificare il principio di centralità del socio all’interno della cooperativa ed accrescere la diffusione dei principi mutualistici nel sistema organizzativo aziendale.

L’art. 1, comma 936 lett. b) della Legge di Bilancio 2018 (l. n. 205/2017) comporta inevitabilmente alcuni riflessi anche sull’attività di vigilanza degli enti cooperativi ai sensi del D. Lgs. n. 220 del 2 agosto 2002. In occasione dell’attività revisionale, il revisore dovrà accertarsi della corretta e tempestiva ottemperanza a tale adempimento, verificando quindi che la cooperativa sottoposta a revisione abbia regolarmente provveduto a convocare l’assemblea per deliberare in merito alla nomina dei componenti del consiglio di amministrazione e, se del caso, alle opportune modifiche statutarie. Il revisore dovrà inoltre verificare che la cooperativa abbia assolto i relativi obblighi successivi alla deliberazione (trascrizione nel libro dei verbali delle assemblee dei soci, iscrizione della nomina presso il RI) entro i termini di legge. Nell’eventualità in cui il revisore rilevi che la cooperativa non abbia provveduto a conformarsi alle nuove disposizioni legislative, si ritiene che dovrebbe essere irrogata la diffida a sanare l’irregolarità entro 60 giorni.

In tema di prestito sociale i commi 238 e seguenti della legge di bilancio 2018, stabiliscono che dette somme raccolte dalle cooperative dovranno essere utilizzate per attività ed operazioni finalizzate al raggiungimento degli scopi sociali. Appare evidente quindi che gli enti cooperativi potranno continuare a raccogliere finanziamenti dai soci ma senza diventare enti di gestione finanziaria. Di fatto l’attività finanziaria dovrà essere accessoria o comunque strumentale all’attività operativa istituzionale. Viene altresì normato che i prestiti raccolti non possono superare il triplo del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio approvato, ancorché tale limitazione era già stata imposta dalla Banca d’Italia per gli enti con più di 50 soci. Inoltre, se i finanziamenti sono superiori a 300.00 euro ed al valore del patrimonio netto, il 30% dovrà essere coperto da garanzie reali o personali rilasciate da enti creditizi.

È’ inoltre stabilito che il prestito sociale raccolto dalle cooperative non sia considerato un credito postergato ma alla pari con gli altri crediti chirografari, stabilendo quindi l’inapplicabilità dell’articolo 2467 del Codice Civile.

Rimane il dubbio se la nuova normativa sia applicabile anche ai finanziamenti soci infruttiferi.

Tutte queste nuove norme sono finalizzate ad assicurare maggiori tutele ai soci finanziatori.

Vengono infine stabilite sanzioni particolarmente gravi per le cooperative che si sottraggano alla vigilanza o che non rispettino le finalità mutualistiche (cancellazione dall’Albo delle cooperative, scioglimento e devoluzione del patrimonio ai fondi mutualistici).

Si dispone inoltre che lo scioglimento di una cooperativa debba essere sempre comunicato all’Agenzia delle entrate allo scopo di contrastare, in particolare, il fenomeno delle cooperative che nascono e si estinguono in tempi rapidi per evitare controlli di ogni tipo ed eludere gli obblighi di legge.

 

Simone Romeo                                                                                  Enrico Maria Baluardi

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